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| Il Sistema Solare | Sole | Mercurio | Venere | Terra | Marte | Giove | Saturno | Urano | Nettuno | Plutone | Asteroidi |
Un sistema planetario consiste di diversi oggetti di natura non stellare in orbita
attorno ad una stella: è il caso dei pianeti, dei satelliti, degli asteroidi, dei meteoroidi,
delle comete e della polvere interstellare. Collettivamente, una o più stelle e i loro sistemi planetari
costituiscono un sistema stellare.
Il sistema planetario cui appartiene la Terra, unitamente al Sole, costituisce il
sistema solare.
Il sistema solare è il sistema planetario costituito dai vari oggetti celesti mantenuti in orbita dalla forza di gravità del Sole; vi appartiene anche la Terra. È costituito da otto pianeti, dai rispettivi satelliti naturali, da cinque pianeti nani e da miliardi di corpi minori. Quest'ultima categoria comprende gli asteroidi, in gran parte ripartiti fra due cinture asteroidali (la fascia principale e la fascia di Kuiper), le comete, le meteoroidi e la polvere interplanetaria.
In modo schematico, il sistema solare è composto dal Sole, dai quattro pianeti rocciosi interni, dalla fascia principale degli asteroidi, dai quattro giganti gassosi esterni, dalla cintura di Kuiper, dal disco diffuso e dalla ipotetica nube di Oort, sede di gran parte delle comete.
In ordine di distanza dal Sole, gli otto pianeti sono: Mercurio , Venere ,
Terra , Marte , Giove , Saturno , Urano e Nettuno .
A metà 2008 cinque oggetti del sistema solare sono stati classificati come pianeti nani:
Cerere , situato nella fascia degli asteroidi, ed altri quattro corpi situati al
di là dell'orbita di Nettuno, Plutone (in precedenza classificato come il nono pianeta), Haumea, Makemake, e Eris.
Sei dei pianeti e tre dei pianeti nani hanno in orbita attorno ad essi dei satelliti naturali; inoltre tutti i pianeti esterni sono circondati da anelli planetari, composti di polvere ed altre particelle.
La sua storia probabilmente iniziò 4,5 o cinque miliardi di anni fa da una nebulosa,
composta di gas e polvere, che vagava nello spazio cosmico in lenta rotazione su se stessa:
forse a causa dell’esplosione di una stella abbastanza vicina, la nebulosa aumentò
la velocità di rotazione e subì un collasso gravitazionale, cioè le dimensioni di questa
gran nube andarono riducendosi, mentre gli urti fra le particelle diventarono sempre più
frequenti. Secondo uno scenario plausibile, le molecole della nube si aggregarono formando
un disco di massa sempre crescente. Dopo qualche milione di anni dall’inizio del collasso
gravitazionale, la massa centrale da cui si originò lo stesso Sole diventò sempre più calda
per la pressione del materiale accumulato, dando origine ad una vera stella, mentre al suo
interno si formò un nucleo caldissimo in grado di innescare la fusione dei nuclei di
idrogeno in elio. Nei corpi di massa inferiore, che non raggiunsero la massa necessaria a
riscaldare il nucleo oltre i 10.000.000 ºC, non si innescò la fusione; divennero, quindi,
pianeti e satelliti.
Dal momento in cui nacque l’universo, sono stati necessari miliardi di anni per giungere
alla formazione di un pianeta come la terra che è probabilmente nata 4,6 miliardi di anni
fa. I pianeti del nostro sistema solare si formarono attorno al protosole, situato al
centro di una nebulosa primitiva in rotazione. Questa nebulosa, formata da gas e polveri,
era soggetta a forze che tendevano ad appiattirla, facendola diventare un disco.
Le particelle che si trovavano nella parte più esterna del disco si aggregarono:
in tal modo si originarono corpi sempre più grandi, che finirono per attirare i più piccoli;
la ripetizione di numerosi urti portò alla formazione di corpi di notevole dimensione,
i protopianeti. Tutti i pianeti del nostro sistema solare subirono in seguito
una differente evoluzione: alcuni divennero solidi in superficie (come la Terra e Marte),
altri rimasero gassosi (come Giove e Saturno), altri ancora persero quasi totalmente
l’atmosfera originaria (Mercurio). I pianeti come la Terra persero la loro parte gassosa,
a causa dell’elevata temperatura a cui erano sottoposti in conseguenza della loro vicinanza
al Sole; quelli più esterni, invece, risentendo poco o nulla del calore solare, trattennero
più facilmente i gas che li componevano.
Il riscaldamento provocato dal continuo impatto dei planetesimi (grossi frammenti di
materiale solido) e l'energia derivata dai fenomeni di decadimento radioattivo fecero sì
che il ferro si sciogliesse ed essendo più pesante degli altri materiali "cadesse" verso
il centro della terra. Si formò così il nucleo. A causa del calore del sole, la prima
atmosfera formata da idrogeno e elio sparì. La nuova atmosfera, formata da vapore acqueo,
metano e ammoniaca, viene indicata come atmosfera riducente in quanto non conteneva
ossigeno libero ma legato all'idrogeno del vapore acqueo. Siamo giunti a circa 4 miliardi
di anni fa; la terra è pronta per un avvenimento che la distinguerà dagli altri pianeti
del sistema solare: la comparsa della vita.
Spesso i pianeti si distinguono in interni ed esterni, a seconda della posizione rispetto
alla Terra, o in rocciosi e gassosi, a seconda della struttura.
Il tempo impiegato da un pianeta per compiere un giro attorno al proprio asse è detto
giorno, mentre il periodo che impiega un pianeta per compiere una rivoluzione completa
intorno al Sole è detto anno.
I pianeti compiono la loro rivoluzione intorno al Sole percorrendo orbite che sono quasi
complanari con l'orbita terrestre (piano dell'eclittica); sia il moto di rivoluzione che
quello di rotazione si svolgono inoltre in senso antiorario a partire da ovest
(ad eccezione di Venere e Urano).
L'inclinazione degli assi di rotazione rispetto al piano orbitale, in tutti i pianeti,
non si discosta molto dalla perpendicolare, ad eccezione di Urano, che ruota coricato sul
piano dell'orbita.
Il moto che i pianeti svolgono intorno al Sole segue tre leggi empiriche fondamentali
note sin dal XVII secolo, e denominate leggi di Keplero: