Poichè vogliamo analizzare anche i mulini e i canali nel resto d’Europa, cominciamo con il recarci in Francia con il treno (virtuale) e le nostre biciclette a seguito”

 

 

MULINI FRANCESI

 

 

 

 


 

                                               (INGRANDIMENTO)

 

1-       Arles

2-       Montceau les Mines

3-       Chalon sur Saone

4-       Cercy la Tour

5-       Touraine

6-       Angers

7-       Orleans

8-       Amiens

9-       Villeneuve d’Ascq

10-    Ruminghemù

11-    Audruicq

12-    Offerkerque

 

 

 

 

 

mulino sulla Loira

mill on the Loira

 

PREMESSA GENERALE

 

A partire dal IV secolo d.C., in Francia, i mulini si diffusero notevolmente ed iniziarono ad essere utilizzati non solo per la macina del grano, ma anche come motori primari per altre attività produttive come il taglio e la levigatura del marmo o la lavorazione dei vasi e del vetro. In questo periodo, vicino ad Arles, per esempio una catena di mulini idraulici, alimentati da un acquedotto, produceva 2,8 tonnellate di farina al giorno, una quantità sufficiente per 80.000 persone (Arles ne contava 10.000).

Nei secoli successivi si diffusero anche i mulini galleggianti, alcuni dei quali sopravvissero fino ai tempi recenti.

Le utilizzazioni del mulino ad acqua sono varie: azionamento di magli o mantici, battitura del lino, follatura della lana, produzione di carta con gli stracci e tante altre. L’impiego dei mulini è stato anche applicato alle attività di falegnameria e di siderurgia, garantendo una produzione maggiore e di migliore qualità.

Nei secoli XIII e XIV si accentua la tendenza a concentrare mulini nei conventi; infatti l’interesse dei monaci nella promozione del progresso tecnologico è sempre stato legato alla necessità di risparmiare al massimo tempo e forze umane per garantire il giusto equilibrio tra preghiera e lavoro, come richiesto dalla Regola. Infatti i mulini ad acqua collegati alle macine per i cereali permettono una maggiore produzione in un tempo minore rispetto a quelli azionati dall’uomo e dagli animali.

Quando scelgono il luogo per edificare le loro abbazie, i Cistercensi cercano sempre la presenza di acqua per garantire, oltre all’igiene del monastero, il regolare svolgersi delle loro attività. Per questo motivo i cistercensi diventarono esperti in ingegneria idraulica: realizzarono grandi imprese di bonifica di terreni paludosi con la costruzione di dighe e canali e opere per regolare l’approvvigionamento e la discarica di acqua negli edifici monastici.

Così un giovane monaco descrive l’utilizzo dell’acqua nell’abbazia di Clairvaux ai tempi di S. Bernardo: “Il fiume entra nell’abbazia per quanto lo permette il condotto in cui è incanalato. Zampilla dapprima nel mulino dove viene sfruttato per macinare il grano sotto il peso delle ruote e per smuovere il sottile setaccio che separa la farina dalla crusca. Poi fluisce nell’edificio accanto e riempie la caldaia in cui l’acqua viene riscaldata per la preparazione della birra dei monaci, nell’eventualità che la fertilità dei vigneti non venga a premiare le fatiche dei vignaioli…passa alle macchine follatrici…così di volta in volta alza ed abbassa i pesanti martelli e magli delle follatrici. Adesso entra nella conceria dove dedica molta fatica e molta cura a preparare i materiali necessari per i sandali dei monaci; poi si divide in tanti piccoli ruscelli e passa attraverso i vari reparti cercando ovunque quanti chiedono i suoi servizi per qualsiasi scopo: cucinare, rotare, schiacciare, innaffiare, lavare…infine per meritarsi i ringraziamenti più pieni e perché non resti nulla di incompiuto porta via i rifiuti e lascia tutto pulito.” 

 

 

TOURAINE

 

Tra i 200 mulini ad acqua che conta Touraine, una cinquantina sono lungo il corso dell’Indre Tourangelle. Il primo mulino fu costruito nel VI secolo per Saint-Ours. Quello d’Esvres e di Truyes risalgono al X e all’XI secolo (questi mulini ora non esistono più ).

I mulini costituiscono la principale fonte di energia della valle:

-          per il grano;

-          per il gesso;

-          per la segatura del legno;

-          per il caolino ( porcellana );

-          per levigare le armature;

-          per la fabbricazione di polvere da sparo ( Le Ripault );

-          per la carta;

-          per l’olio;

-          per la calce;

-          per la falla ( fallature di cilindri );

-          per la pompa dell’acqua.

Tuttavia più recentemente i mulini sono utilizzati anche per la produzione di elettricità.

 

mulino di Touraine

mill of Touraine

 

VILLENEUVE D’ASCQ

 

Se i mulini sono i principali simboli della Fiandra, lo sono anche per Villeneuve d’Ascq, il simbolo di una città che sa fondare il suo futuro con la preservazione delle migliori tradizioni del territorio. Dopo un primo mulino ad olio, nel 1976, la città accolse nel 1979 un mulino per la farina, successivamente un mulino ad acqua nel 1987. Con l’ARAM ( associazione regionale degli amici dei mulini - Association Régionale des Amis des Moulins ), Villeneuve d’Ascq è divenuta al giorno d’oggi un importante centro per i mulini.

 

IL MULINO DEGLI OLI (MOULINS DES OLIEUX)

 

 

E’ nel 1976 che il primo mulino venne costruito a Villeneuve d’Ascq ma la sua origine è ben più lontana. E’ nel 1743, ad Audruicq, che il carpentiere Ingelbertus Martinus di Smyttère costruì il “tordoir” (macina) per l’olio che è al giorno d’oggi a Villeneuve d’Ascq. Tale mulino per l’olio sarà trasformato in mulino per la farina per poi essere successivamente abbandonato alla fine del XIX secolo. All’ inizio del XX secolo Alphonse Gourdin, un mugnaio in cerca di uno strumento di lavoro, ricompra il mulino e lo fa smontare,  poi trasportare con pannelli fino a Offerkerque. Ad Alphonse succederà Gerard, suo figlio, che continuerà la gestione fino al 1950.Lasciato all’abbandono, il mulino è in pietoso stato, ma nel marzo 1974 la famiglia Gourdin e i responsabili dell’ARAM firmano l’atto di salvaguardia dell’edificio.

 

LA RINASCITA

 

Smontato il meccanismo , la gabbia è trasportata a Villeneuve d’Ascq dove si è trovato un terreno adatto alla sistemazione. Dal 1977 al 1983, i lavori vanno di buon passo. Dopo le fondamenta, la gabbia viene posata sul suo perno. Nel 1982 il mulino viene completamente istallato. L’inaugurazione del Mulino ha luogo il 26 giugno 1983, ma non è prima del 1986 che produce il suo primo olio, che dà luogo a una nuova festa d’inaugurazione.

 

mulino a farina a Villeneuve d’Ascq

mill in Villeneuve d’Ascq

 

IL MULINO A FARINA (LE MOULIN A’ FARINE)

 

Oltre ad aver ripristinato il mulino degli oli di Villeneuve d’Ascq, viene salvato un secondo mulino situato a Ruminghem, nel passo di Calais, dove non rimaneva che la gabbia, con funzione di pollaio e di allevamento di conigli. Il 2 ottobre 1979, tale gabbia è riportata a Villeneuve d’Ascq, dove la comunità prende l’iniziativa di conservare il mulino e di partecipare finanziariamente alla sua ricostruzione. I finanziamenti della città, del Consiglio Regionale, del Consiglio Generale e del Ministero della Gioventù e degli Sport permettono di portare rapidamente a termine i lavori di restaurazione. Cominciati nel novembre 1984, i lavori saranno conclusi nel 1988. la funzione del mulino è quella di preparare il grano e la farina.

E’ nel 1776 che il carpentiere Loan costruisce il mulino. Fino al 1948 la struttura non cesserà di macinare il grano, prima con la sola forza del vento, poi con un motore elettrico a partire dal 1936. Con  l’abbandono del suo sfruttamento, la macina sarà tolta nel 1956.

 

IL MULINO AD ACQUA

 

Nel 1987, l’ARAM installa il suo terzo mulino. E’ un mulino ad acqua del 1902, venuto da Vers-sur-Selle presso Amiens. E’ un maglio proveniente da Monnayer che era specializzata nella fabbricazione di attrezzi agricoli e di giardinaggio. Questo mulino oggi non funziona, ma è ben visibile e arricchisce la collezione del Centro di Mulinologia.

 

 

CANALI DELLA BORGOGNA

 

In Borgogna quasi 1200 km di fiumi e canali, pressochè inutilizzati per la navigazione commerciale, sonolasciati alla navigazione turistica.

Questa notevole ricchezza di vie navigabili è data dalla situazione geografica della Borgogna.

È, infatti, nel cuore di questa regione che si trova lo spartiacque tra le valli di tre principali fiumi francesi, la Senna, la Loira e il Rodano. Durante il XVII, XVIII e il XIX secolo una vasta rete di canali fu costruita attraverso la Borgogna per unire questi tre fiumi, che offre, in aggiunta ai fiumi già navigabili Saona, Yonne e Seille, ulteriori opportunità per la navigazione. 

 

 

 

 

IL CANALE CENTRALE

 

Fra tutti i canali della Borgogna, il “Canal du Centre” detiene la più prosperosa attività commerciale di chiatte, specialmente nel tratto della Saona tra Montceau-les-Mines e Chalon-sur-Saone, e in questo tratto le chiuse sono automatiche. Fra Changy e Santenay, il canale passa attraverso i vigneti della Borgogna e l’incantevole regione di Le Creusot. Da qui si muove attraverso le ricche pianure della Charollais prima di arrivare a Digoin. Tocca anche Paray-le-Monial, un centro di arte romanica borgognona e un luogo di pellegrinaggio noto.

 

 

IL CANALE DI BRIARE, IL CANALE DI LOING

 

Il canale di Briare è l’antenato e il prototipo per tutti i canali francesi. Era il lavoro di Sully, il famoso ministro di Enrico IV, che si interessò molto al completamento del canale. La costruzione comincio’ nel 1642. Un altro canale, quello di Loing fu costruito un secolo dopo.

Questi due canali sono ancora usati dalle chiatte per trasportare cereali, attraverso Gatinais. Due elementi che meritano una speciale menzione sono il ponte sul canale e le sette chiuse a Rogny, che datano al XVII secolo, ora inusate e classificate come un monumento storico

 

 

IL CANALE DI NIVERNAIS

 

La parte centrale del canale, lungo 60 km tra Cercy-la- Tour e Sardy, è inaccessibile alle chiatte di 38 metri. Il canale è quindi interamente riservato per il piacere della navigazione, e molti proprietari di barche hanno posto qui la loro base, per l’affitto delle barche.

Da Auxerre a Clamecye e Corbigny, il canale segue fedelmente l’irregolare valle dell’Yonne e poi attraverso la magnifica serie di chiuse a Sardy e di tunnel della Colancelle, raggiunge i laghi di Vaux e Baye, la parte più alta del suo corso. Poi il canale scende dolcemente verso la valle della Loira incrociando le pianure di Bazois da Chatillon e Cercy -la- Tour.

Dall’inizio alla fine il canale di Nivernais incrocia regioni e e paesi di un’eccezionale bellezza.

 

 

 

Nel novembre del 2000 l’UNESCO ha inserito un fiume nel Patrimonio dell’umanità: è un ampio tratto della Loira, i 260 chilometri che vanno da Sully-sur-Loire (prima di Orleans) fino a Challones-sur-Loire, presso Angers. L’UNESCO lo ha definito un “paesaggio culturale”, vale a dire una bella miscela di natura e intervento dell’uomo.