Cos’è una centrale idroelettrica?
Per centrale idroelettrica si intende una serie di impianti per la produzione di energia elettrica ricavata da masse di acqua in movimento. L’acqua viene convogliata in una o più turbine che ruotano grazie alla spinta dell’acqua. Ogni turbina è accoppiata ad un alternatore che trasforma il movimento di rotazione in energia elettrica. La velocità dell’acqua viene generata attraverso un salto. In genere viene creato un lago artificiale per mezzo di una diga, quindi l’acqua viene convogliata in una condotta che risulta forzata nell’ultima parte.
Centrale idroelettrica
L’impianto
La centrale idroelettrica Tacccani di Trezzo sull’Adda, in provincia di Milano, è situata sull’asta fluviale del fiume Adda, all’interno dell’omonimo parco. L’edificio della centrale è posto sulla sponda destra dell’Adda, poco a monte dello sbarramento e sorge alla base del promontorio roccioso sulla cui sommità rimangono le rovine del castello costruito nel 1370 sui resti di una precedente struttura longobarda. La centrale, in servizio ininterrottamente dal 1906,fu costruita da Benigno Crespi a cui serviva energia elettrica per il funzionamento di alcuni macchinari,soprattutto telai. Crespi affidò all’architetto Gaetano Moretti il compito di costruire e progettare la centrale in modo che potesse integrarsi perfettamente con il territorio circostante. Venne scelta una forma che richiamasse quella dell’antico castello e venne impiegato come materiale la caratteristica pietra locale chiamata “il ceppo”. L’architetto decise di rappresentare la struttura in stile neogotico, richiamando quello delle cattedrali francesi, tanto che gli abitanti chiamano tuttora la centrale “cattedrale sull’acqua”. Sono presenti, inoltre,alcuni elementi,come i sostegni in ferro, in stile liberty, rappresentati con decorazioni che richiamano elementi naturali. L’impianto costituiva, per l’epoca in cui fu costruito, un vero e proprio “polo energetico” in quanto comprendeva, oltre alla sezione idroelettrica con dieci generatori, anche una sezione termoelettrica con quattro generatori a vapore destinati ad integrare la produzione idroelettrica durante le magre invernali del fiume Adda.
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Il percorso dell’energia
Estremamente utile per il funzionamento delle turbine e, quindi, dell’intera centrale, è il salto netto di circa 8 m tra la diga di derivazione che sbarra il fiume Adda e il punto di restituzione delle acque. L’edificio della centrale è tutt’uno con quello delle prese che sono precedute da uno sbarramento composto da una griglia e uno strigliatore a pettine, posti in corrispondenza di ciascun gruppo di produzione per impedire al materiale trasportato dalla corrente di arrivare alle turbine. Brevi condotti di presa dotati di una paratoia piana di intercettazione immettono l’acqua a valle del salto nella vasca di raccolta, da dove, attraverso due gallerie, sono restituite al fiume. Ogni turbina trascina in rotazione il proprio alternatore che produce energia elettrica, la quale, attraverso appositi conduttori,è inviata ai trasformatori. Questi elevano la tensione dell’energia da 6 kV di produzione a 15 kV per essere poi trasferita alla cabina primaria di Roncelllo, dove la tensione viene ulteriormente innalzata a 132 kV. Nella stazione elettrica viene convogliata l’energia di più centrali che inseguito viene distribuita nelle città circostanti.
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I principali componenti e le loro caratteristiche
Il primo elemento caratteristico della centrale è lo sbarramento, il quale,attraverso la diga,serve a mantenere costante il livello del fiume e creare il salto di 8 m. Questo,in passato,tramite una conca di navigazione poteva essere risalito dalle imbarcazioni che trasportavano soprattutto carbone,poiché,in un primo momento,la centrale era sfruttava questo materiale.
Lo sbarramento è realizzato con dieci paratoie: tre piane e sette a settore. Quelle piane possono essere completamente chiuse o aperte, mentre quelle a settore sono regolabili. Inizialmente la loro apertura veniva regolata manualmente dagli operai. Oggi, al contrario,tutte le paratoie sono azionate oleodinamicamente e possono essere controllate anche dalla sala quadri della centrale. Nella centrale di Trezzo sono presenti tipi diversi di turbina: due ad elica e due Kaplan in grado di utilizzare portate fino a 30 metri cubi/s. E’ presente,inoltre,un impianto di raffreddamento in grado di raffreddare le diverse parti della turbina per ridurne l’usura,il rumore generato e il vapore prodotto. Nella centrale idroelettrica Taccani vi sono dieci alternatori di cui solo sei sono in funzione. Gli alternatori sono costituiti principalmente da due parti: uno statore (la parte esterna fissa) e un rotore (la parte interna in movimento) a cui,tramite l’albero,è collegata la turbina. L’energia viene prodotta tramite dei generatori all’interno dell’alternatore e poi inviata ai trasformatori. Il ciclo dell’acqua,tuttavia,si conclude solo dopo l’opera di restituzione. Uscendo dalle turbine, infatti, l’acqua defluisce in una grande vasca e, attraverso due gallerie scavate nella roccia,passando sotto il promontorio,è restituita alle acque del fiume.
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Tutela ambientale
Sin dalla costruzione della centrale, si è prestata particolare attenzione all’impatto ambientale a alla tutela del paesaggio. La copertura delle facciate,infatti,è stata realizzata in pietra locale (ceppo dell’Adda) per un inserimento armonioso sul territorio,così come per la salvaguardia della fauna ittica è stata realizzata una scala di risalita dei pesci sulla sponda sinistra.
Anche agli inizi degli anni ’90, in occasione del rinnovo dell’impianto,sono state studiate ulteriori soluzioni per la tutela ambientale. Va ricordata,inoltre,l’estrema importanza del fiume Adda che, in passato ha rappresentato una notevole via di navigazione, così da favorire la comunicazione,mentre oggi costituisce una rilevante fonte di energia “pulita”(poiché non è sottoposta a nessun trattamento chimico) accompagnata dal ricco patrimonio culturale e naturale che il fiume rispecchia.