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Sviluppo sostenibile: l’energia idroelettrica.

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L’ energia geotermica

L’energia geotermica è l’energia generata per mezzo di fonti geologiche di calore e può essere considerata una forma di energia rinnovabile. A volte si utilizza il termine geotermia (che in realtà; indica la specialità della geofisica che studia il calore terrestre) per indicare lo sfruttamento dell’energia geotermica. Il calore della Terra è l’energia naturale che da sempre accompagna la storia dell’uomo fin dalle sue origini. La stessa vita biologica è probabilmente nata in particolari condizioni ambientali "tra acqua e fuoco". Le temperature del globo sono crescenti man mano che si scende in profondità, in media ogni 100 metri la temperatura delle rocce aumenta di +3 °C (quindi 30 °C al Km e 300 °C a 10 Km). Questo è; valido, però solo per quanto riguarda la crosta terrestre, nel resto del globo l’aumento di temperatura con la profondità (detto gradiente geotermico) è sensibilmente minore. Particolarmente nel mantello e nucleo esterno il gradiente geotermico segue un andamento di tipo adiabatico, e si attesta su valori medi rispettivamente di 0.3 °C/km e 0.8 °C/km. In alcune particolari zone si possono presentare condizioni in cui la temperatura del sottosuolo è leggermente più alta della media, un fenomeno causato dai fenomeni vulcanici o tettonici. In queste zone "calde" l’energia può essere facilmente recuperata mediante la geotermia. La geotermia consiste nel convogliare i vapori provenienti dalle sorgenti d’acqua del sottosuolo verso apposite turbine adibite alla produzione di energia elettrica e riutilizzando il vapore acqueo per il riscaldamento, le coltivazioni in serra e il termalismo. Le principali applicazioni del vapore naturale proveniente dal sottosuolo sono due:

Per alimentare la produzione del vapore acqueo si ricorre spesso all’immissione d’acqua fredda in profondità, una tecnica utile per mantenere costante il flusso del vapore. In questo modo si riesce a far lavorare a pieno regime le turbine e produrre calore con continuità. La geotermia resta comunque una fonte energetica marginale da utilizzare solo in limitati contesti territoriali. Resta in ogni caso una potenzialità energetica da sfruttare laddove possibile, anche sfruttando le potenzialità del riscaldamento geotermico. La geotermia è la fortuna energetica dell’Islanda. La grande isola del nord Atlantico basa l’intera sua esistenza sul naturale equilibrio tra la presenza d’acqua calda in profondità e l’atmosfera esterna sotto zero. Il più grande complesso geotermico al mondo si trova in California a The Geysers (l’impianto ha un potenziale di 1400 MW, sufficiente a soddisfare le richieste energetiche dell’area metropolitana di San Francisco).Dall’inizio del novecento l’Italia sfrutta il calore della Terra per produrre energia elettrica tramite la realizzazione di centrali elettriche geotermiche capaci di sfruttare la forza del vapore. In Italia la produzione di energia elettrica dalla geotermia è fortemente concentrata in Toscana (Pisa, Siena e Grosseto).A Larderello si trova uno dei primi impianti geotermici al mondo: i primi esperimenti del Principe Piero Ginori-Conti (risalgono al 1904).Gli impianti di Larderello (Pisa) hanno un’origine datata ben prima della metà dell’ottocento. Il principio di funzionamento di una centrale geotermica è alquanto semplice per linee logiche. Il flusso di vapore proveniente dal sottosuolo produce una forza tale da far muovere una turbina, l’energia meccanica della turbina viene infine trasformata in elettricità tramite un sistema alternatore. Dall’esperienza toscana si possono trarre alcune importanti conclusioni positive e negative sulla geotermia. La fonte geotermica riceve in particolar modo due critiche: Per il resto la geotermia consente di trarre dalle forze naturali rinnovabili una grande quantità di energia rinnovabile e pulita. I "giacimenti naturali di vapore" in Toscana producono ogni anno oltre 4 miliardi di kilowattora di elettricità nelle sole centrali toscane di Larderello e di Montieri.

I Soffioni

I soffioni boraciferi di Larderello sono fluidi che fuoriescono dal terreno in modo naturale da spaccature o da perforazioni artificiali. I fluidi sono costituiti per il 95% da vapore acqueo ed acqua, e per la parte restante da anidride carbonica, idrogeno solforato (a cui si deve il leggero odore di uovo marcio), metano ed altre sostanze tra cui sali di boro. Le emissioni possono raggiungere una temperatura di 130°-160° con una pressione tra 4 e 14 atmosfere. Per esempio, il 27 marzo 1931 un sondaggio riuscì a raggiungere il serbatoio geotermico erogando circa 220 tonnellate/ora di vapore: il soffione, denominato "Soffionissimo", rappresentò un fenomeno talmente grandioso da far ritenere che non fosse possibile imbrigliarlo.