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CARATE - VILLA CUSANI (EX CONFALONIERI)

ASPETTO STORICO
La posizione geografica della villa, alta sulla
costa destra del Lambro, non è stata scelta come per
la maggior parte delle ville brianzole sei – settecentesche
per motivi panoramici, ma per le sue origini castellane, poiché
dominava la valle del fiume e la strada che anticamente collegava
l’alta Brianza a Milano.
L’originaria torre medioevale (figura 1) era il punto
di difesa dei passaggi obbligati tra le due sponde di Carate,
allora piccolo borgo, e per tutto il Medioevo al centro di
contese tra Visconti e Toriani.
L’erezione del primo nucleo, in cui compare il mastio,
risale al primo secolo dopo il Mille quando di Carate si cominciava
a parlare come di un borgo, costruito forse dalla famiglia
Carati, vassalla dei Confalonieri di Agliate. Nel 1162 il
nucleo venne distrutto secondo Ignazio da Cantù da
Federico Barbarossa nella sua avanzata verso Pavia, ma ricostruito
poco dopo.
Verso la fine del 1500, il castello di Carate era in possesso
della famiglia Confalonieri, quando Valerio Confalonieri compì
il restauro della torre e completò il complesso creando
un portico architravato sopralzato (figura 2), con colonne
in granito rosa e capitelli semplici, che si affacciava sulla
corte di cui oggi rimane il lato verso il mezzogiorno.
Per tutto il Seicento Villa Cusani era l’unica villa
che manteneva una posizione dominante sul fiume Lambro; a
partire dal 1606 un documento dimostra che l’edificio
aveva conservato una pianta quadrilatera che si svolgeva intorno
ad una corte porticata, tipico schema delle rocche viscontee
di difesa. Per lo stato di fatiscenza degli edifici, Valerio
Confalonieri fece ristrutturare i due corpi che si appoggiavano
al mastio, poiché la villa aveva assunto la funzione
di residenza secondo le esigenze dell’epoca; inoltre,
fece creare una loggia a triforio, rivolta verso il giardino
all’italiana, ornato da siepi di bosso dalla struttura
molto semplice.
Al primo seicento risalgono le finestre prive di cornici sulla
facciata, gli ampi locali al piano terreno verso nord con
raffinati camini in pietra scolpita, e la cella frigorifera
circolare vicina alla cantina medioevale.
Nel 1722, nelle mappe fatte eseguire da Maria Teresa risultano
una fortificazione e una fossa di circonvallazione che mostra
un’espansione circolare del paese intorno all’antico
borgo.
Dalle piante di Brenna del 1836, quando il parco della Villa
Reale si estendeva fino quasi al Lambro, risulta che venne
colmato un pezzo di fossa di circonvallazione lungo il lato
settentrionale dell’edificio.
Le demolizioni che hanno aperto la corte verso l’oratorio,
il giardino all’italiana e il parco, hanno coinvolto
i prolungamenti delle due ali parallele con i loro porticati
e le scuderie e vennero completate solo all’inizio del
Novecento, quando l’ambasciatore Luigi Cusani Confalonieri
rifece la copertura della torre e rialzò tutta l’ala
ovest per ricavarne un piano abitabile.
La villa, dal1976 è di proprietà del comune
di Carate Brianza.
Attualmente nell’ala est della villa e nel vano a nord
attiguo ad essa è stata collocata la Biblioteca comunale
di Carate.
L’ala ovest (figura 3) e i vani a nord della villa sono
in fase di restauro, ma non è stato ancora deciso il
loro definitivo utilizzo. Un’ipotesi avanzata era quella
di creare un museo permanente dedicato a Romagnosi
Descrizione architettonica


Villa seicentesca, situata al sommo della costa
che domina il Lambro.
Essa occupa una superficie di 830 mq., mentre il parco circostante
e le altre architetture ad essa esterne ricoprono un’area
di circa 2000 mq.
Il complesso architettonico conserva dell’antico maniero
la pianta quadrilatera, le vecchie fondamenta e la torre o
“mastio”.
Il riuso di edifici preesistenti è una caratteristica
comune a gran parte dell’architettura delle ville che
sorgono sul territorio facente parte della provincia di Milano.
Il problema della trasformazione degli spazi non implica però
la completa distruzione, (rara sia per motivi economici sia
per fedeltà storica) ma viene risolto con l’aggregazione
di corpi nuovi intorno a nucleo antico lasciato a vista :
esempio emblematico è la torre medievale della villa,
la cui funzione originaria era di “vedetta” per
la valle del Lambro. Alla fine del Settecento la villa diviene
abitazione residenziale estiva.
Successivamente, nell’ottocento, vengono apportate alcune
importanti modifiche: un primo ampliamento viene svolto nell’ala
nord-est, mentre in un secondo momento viene ampliata anche
la parte retrostante.
Dove ora è collocato il cancello d’ingresso al
parco, originariamente erano situate delle case coloniche;
mentre, nell’area ora adibita a piazza, vi era un grande
cortile per i contadini della villa.
La legnaia viene costruita nell’Ottocento e presenta
mura caratterizzate da nicchie.
Facciata
La facciata, dall’andamento orizzontale,
è preceduta da un’ampia gradinata con fioriere
ed è caratterizzata, nella parte centrale, da quattro
colonne architravate sopra le quali si possono notare tre
archi realizzati in mattoni a vista.
Piano seminterrato
La torre medievale della villa si innalza su
un perimetro quadrato, ad eccezione della cantina del piano
seminterrato sulla quale poggia le fondamenta: quest’ultima,
sovrastata da un’imponente volta a botte, presenta una
pianta rettangolare. Sullo stesso piano, adiacente alla cantina
–dalla quale è separata tramite un’arcata
costituita da un agglomerato di roccia – è situato
un ampio locale adibito a caldaia.
Esso, oltre ad essere la parte più antica della villa,
costituisce il corpo centrale sul quale si erge il basamento
della torre medievale.
Un altro locale caratteristico del piano seminterrato è
quello, di forma cilindrica, utilizzato come ghiacciaia. Esso
presenta delle lingue laterali per l’aerazione del locale
ed è circondato da un’intercapedine d’aria
la cui funzione era quella di mantenere il locale fresco e,
allo stesso tempo, asciutto.
Piano terra
Per quanto riguarda il piano terra della villa,
esso risulta composto da sette locali. Di questi, quattro
sono di medie dimensioni e sono caratterizzati da una pianta
quadrata, mentre le altre tre stanze sono di forma rettangolare.
In particolare, una di esse costituisce il salone centrale
della villa. Particolarmente suggestivo è il finestrone
con vista panoramica presente in questa sala. Un altro aspetto
interessante di questo locale è il soffitto “a
cassettoni”, caratterizzato da travi in castagno –legname
tipico della zona- la cui notevole lunghezza e pesantezza
crea delle flessioni ed inarcamenti.
L’ala destra del piano terra, invece, è oggi
ristrutturata e adibita a biblioteca, si sviluppa su diversi
livelli di piani. In essa è presente un caminetto con
una pittura murale settecentesca che riporta i vari casati
ed un albero genealogico, il cui ultimo ramo – in basso
a destra - identifica lo stemma dei Confalonieri.
Camini di questo tipo sono presenti in quasi tutte le stanze
e realizzati in pietra di molera, roccia granitica durissima
ma molto friabile.
Su di essi sono riprodotti stemmi araldici realizzati in marmo
francese e cemento raffiguranti le insegne del casato Cusani.
Questo gusto rispecchia l’esigenza della famiglia nobiliare
di esaltare le proprie origini illustri e di celebrare nel
tempo il proprio prestigio.
Per quanto riguarda i pavimenti, la maggior parte di essi
è realizzata in cotto, materiale povero prodotto direttamente
sul posto: costituito da un impasto di colore chiaro-rossastro,
veniva cotto al sole.
Primo piano
Vicino al portico esterno antistante il salone
centrale vi è una porta che permette l’accesso
ad una scalinata, la quale conduce ai piani superiori. In
cima alle scale ci si trova di fronte ad un lungo ed ampio
corridoio, il cui lato sinistro è caratterizzato da
cinque ampie finestre.
Le finestre, realizzate in piombo, presentano infissi del
1836.
Il lato destro del corridoio permette l’accesso a tre
stanze.
Secondo piano
Il secondo piano della villa, al quale è
possibile accedere grazie alle scale presenti in fondo al
lungo corridoio del primo piano, appare molto ridotto rispetto
a quelli inferiori.
Infatti, esso è costituito esclusivamente da tre stanze,
di cui una a pianta rettangolare e due, più spaziose,
di forma quadrata.
PASSAGGI DI PROPRIETA’
L’ erezione del primo nucleo della Villa
Cusani (ex Confalonieri) risale al primo secolo dopo il Mille,
quando di Carate si incominciava a parlare come di un borgo,
e fu costruito forse dalla famiglia Carati, vassalla dei Confalonieri
di Agliate.
Verso la fine del 1500, dopo la distruzione secondo Ignazio
da Cantù da Federico Barbarossa e la successiva ricostruzione,
il castello di Carate era in possesso della famiglia Confalonieri,
quando Valerio Confalonieri compì il restauro della
torre e completò il complesso.
Nel Novecento la villa passò a Luigi Cusani Confalonieri,
che rifece la copertura della torre e rialzò l’
ala ovest.
La Villa, dal 1976, è di proprietà del comune
di Carate Brianza.
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