Elenco degli scrittori inglesi:

 

Charles Dickens
Oscar Wilde
James Joyce

David Herbert Lawrence
Thomas Stearns Eliot
Aldous Huxley
George Orwell

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La casa vista da vari scrittori inglesi

CHARLES DICKENS

Dickens è un romanziere della prima letteraria dell’epoca vittoriana; nelle sue opere egli condanna l’intolleranza e la rigidità dell’epoca vittoriana, tuttavia ne è persuaso e nonostante condanni la società del suo tempo non ha soluzioni pratiche per tali problemi, ma dopotutto il suo compito è di destare l’attenzione comune riguardo ai problemi del suo paese.
Nell’ultimo periodo della sua produzione possiamo notare una forte critica contro la società; per esempio in “Hard Times” egli mostra un quadro della società industriale inglese e delle condizioni delle classi più umili dei lavoratori.
Da questa descrizione possiamo vedere il parallelismo che l’autore fa tra la casa e la società. Contemporaneamente Dickens descrive l’ambientazione e il personaggio con le stese caratteristiche.
In questo caso possiamo notare un’identificazione tra stone-lodge e Mr. Gradgrind: la casa è squadrata, regolare ed è il simbolo di un mondo in cui ogni tipo di immaginazione è interdetta; attraverso questa descrizione egli vuole condannare l’ipocrisia e il conformismo dei ceti medi.
Il simbolo della casa può essere riferito anche alla città, Coketown: è una città contaminata, dove tutti gli edifici, le strade, le chiese sono uguali; da ciò noi possiamo percepire una delle tipiche conseguenze dell’industrializzazione che consiste nella massificazione.




OSCAR WILDE

Wilde è un esponente del movimento estetico nel quale la bellezza è considerata il più grande valore e si basa sul contrasto con il materialismo e l’utilitarismo vittoriano che riduce tutto a un mero oggetto, le sole cose importanti sono le sensazioni e l’artista scrive solamente per appagare se stesso
Una delle opere più importanti di Wilde è “Il ritratto di Dorian Gray”, che è la storia di un giovane esteta che vuole rimanere giovane e bello per sempre proiettando la corruzione della propria anima su di un quadro che l’artista, Basil Howard, aveva dipinto per lui.
In questa descrizione possiamo vedere che l’ambientazione è descrittanon con realismo, ma filtrata attraverso la sensazione dell’esteta. La casa non è rappresentata realisticamente, ma è idealizzata in accordo con la concezione del movimento e vista attraverso la percezione sensoriale dell’autore. L’ambiguità del protagonista è riflessa dal diverso tipo di ambientazione e noi possiamo vedere ciò in due differenti immagini. L’una della stanza profumata di dorian e l’altra della locanda sporca.
Così possiamo notare che la casa cambia in accordo col fatto che l’esteta provi a cercare di trovare la bellezza in ogni tipo di situazione, dalla più elevata alla peggiore.



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JAMES JOYCE

Joyce era un irlandese originario di una famiglia cattolica molto grande, appartenente al ceto medio; contemporaneamente la sua opposizioni alle convenzioni sociali e religiose era cresciuta fino all’aperta ribellione. Egli alla fine rifiutò il cattolicesimo ed abbracciò una filosofia estetica. Egli crebbe sotto l’influenza di Ibsen. Nel 1914, “Gente di Dublino” fu pubblicato: esso è una collezione di quindici brevi storie che trattano della vita a Dublino, legata al loro tipico tema della decadenza e della paralisidella vita della città e l’ambiente per la prima volta diventa totalmente urbano invece che rurale. Non ebbe un grande successo in termini commerciali, ma attrasse l’interesse di critici intelligenti; la ragione di ciò è legata al punto di vista sociologico: brevi storie possono più facilmente diventare la voce dei gruppi popolari sovversivi.
La vita e le opere di Joyce sono in un certo senso la stessa cosa, a partiere dal suo totale sviluppo personale che corrisponde ad un’evoluzione dei suoi lavori in quanto a stile e forza.
Joyce pensava che l’artista dovesse essere invisibile nelle sue opere, nel senso che egli non dovesse esprimere il suo punto di vista. Egli invece avrebbe dovuto tentare di esprimere i pensieri e le esperienze degli altri uomini. Egli rivendicava la totale oggettività dell’artista e la sua indipendenza da tutte le pressioni morali, religiose e politiche. Oltre al rifiuto del nazionalismo irlandese, rifiutò anche la vita irlandese. Contemporaneamente egli ambientò tutte le sue novelle in Dublino, la capitale della nazione nella quale era cresciuto e che aveva rifiutato, poiché la vide come repressiva e dominata dalla chiesa.
Joyce sostenne la lotta per l’indipendenza irlandese creando una coscienza nazionale creando un ritratto realistico della sua vita da un punto di vista cosmopolita europeo Joyce sostenne la lotta per l’indipendenza irlandese creando una coscienza nazionale offrendo un ritratto realistico della sua vita da un punto di vista cosmopolita europeo. Nelle sue opere la casa come simbolo delle tradizioni e valori familiari perde il suo significato; infatti, possiamo notare che i figli non vivono mai con i loro genitori, ma generalmente con gli zii o in collegio.
In “Eveline” la casa ha due differenti connotazioni. Nella prima, negativa, infatti c’è la descrizione di alcuni dettagli (l’odore del cretonne polveroso e la fotografia ingiallita) che sono i simboli dell’oppressione e del desiderio di partire.
Allo stesso tempo la casa rappresenta il luogo dove Eveline trova rifugio e cibo e in tal modo essa assume una connotazione positiva, legata alla paura di partire. Alla fine Eveline decide di non andarsene con il suo fidanzato; qui la casa non simboleggia gli affetti familiari, ma la paralisi e l’incapacità della protagonista di migliorare la sua condizione.
In “Il Pensionato” (The Boarding House), la casa sembra avere perso tutte le sue funzioni familiari, infatti, esso sembra essere più un bordello che una regolare casa; possiamo trovare questa prospettiva in molte espressioni usate da Joyce: La padrona di casa è chiamata “la signora”, sua figlia è definita “una piccola madonna perversa” e la casa di Mrs. Mooney è frequentata da “artisti” di sale da concerto e da residenti, generalmente impiegati.

In questo passaggio possiamo notare che non c’è una normale relazione tra madre e figlia, al contrario notiamo che Mrs. Mooney interviene nella vita di Polly solo per suo vantaggio personale.

Infine in “Il Morto”, c’è la descrizione di una festa che assume diversi significati. Qui la casa è un espediente per parlare dei temi della paralisi e delle tradizioni irlandesi che sono messe in evidenza attraverso la ripetizione delle stesse azioni e dalla presenza dei soliti ospiti.
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David Herbert Lawrence (1885-1930)

Lawrence visse all’epoca della prima guerra mondiale e anche se non combatté, questa esperienza lo scioccò e lo condusse alla considerazione che le forze della civiltà moderna fossero puramente distruttive. Lawrence è una forza rivoluzionaria nella novella inglese a causa del suo punto di vista sulla vita che egli considera come qualcosa di puramente organico, del suo combattere contro il meccanicismo della civiltà industriale, della sua analisi riguardo le relazioni fra i sessi.
In “Figli e Amanti” la casa simboleggia il conflitto tra l’uomo e la donna e tra le differenti classi sociali. Possiamo notare questo aspetto nella descrizione di “The Bottoms”, la casa dove i protagonisti , I Morels, vivono. Questa casa ha un duplice aspetto: la facciata è bella con un giardino e molti fiori, mentre la parte dove essi effettivamente vivono, il retro, dove c’è la cucina è rivolta verso la miniera. Questo contrasto riflette la condizione sociale opposta tra la moglie e il marito; infatti Gertrude Copper appartiene al ceto medio, mentre Walter Morel è un giovane minatore. All’inizio Gertrude è attratta da quest’uomo, ma dopo il matrimonio, la differenza tra i due, diventa sempre più evidente ed essi discutono continuamente.

Inoltre, la casa, condiziona il modo d’essere; per esempio Clara, la ragazza di Paul Morel, è una donna emancipata, ma la casa sembra esercitare su di lei un influenza oppressiva.





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Thomas Stearns Eliot (1888 – 1965)

Poeta inglese, americano di nascita, critico letterario, drammaturgo, e vincitore del Premio Nobel per la letteratura; egli è meglio conosciuto per il suo poema “The Waste Land”, una delle opere letterarie più discusse dell’inizio del 20th secolo. Eliot trovò ispirazione nella poesia Simbolista francese, nei poeti Metafisici e in Dante e Bergson.
Questo suo lungo poema composto di cinque parti, “The Waste Land”, è un lavoro erudito che esprime vividamente la sua concezione della sterilità della società moderna in contrasto con le società del passato. Eliot crede che la moderna società manca di un senso vitale della comunità. La “terra desolata” di cui si parla nel poema è la moderna cultura Europea che è giunta troppo lontano dalle sue radici spirituali. Nel poema di Eliot, gli esseri umani sono isolati e le relazioni tra i sessi sono sterili e senza senso. A causa della varietà e della relativa oscurità delle allusioni di Eliot, il lettore deve analizzare le note del poema spesso per apprezzarlo ma la generale impressione di desolazione, decadenza, sterilità emerge attraverso la lettura completa del testo.

 

La prima parte “La sepoltura del morto” (l’autore apre l’opera considerando il mese di Aprile, solitamente simbolo della rigenerazione della natura e parallelamente della spiritualità dell’uomo, come il mese peggiore in una società sterile e senza valori, in quanto tale rigenerazione risulta essere una forzatura alla vita) può essere letta come una metafora delle condizioni dell’uomo moderno, la cui vita è vuota, alienata e simile alla morte; per esempio egli presenta l’immagine contemporanea di Londra affollata di gente che si muove attraverso le strade brancolando come se fosse morta. Londra è il simbolo della società, e conseguentemente della famiglia. Attraverso questa immagine possiamo notare il tema della disumanizzazione.

 

Nella terza sezione, “ Il sermone di fuoco”, Tiresia narra una scena di seduzione banale e senza amore di una dattilografa da parte del suo “amante”. La scena è squallida e senza passione; l’atto sessuale è senza senso per entrambi i partecipanti. Qui la casa non simboleggia l’amore sentimentale, ma solo un luogo dove le persone hanno un rapporto sessuale senza passioni. La descrizione prende in considerazione solamente alcuni dettagli (per esempio il sofà) per mettere in evidenza che non c’è “casa”, solo uno sterile rifugio.

Dopo la conversione all’anglicanesimo scrisse “I quarto quartetti”, una sequenza di quattro composizioni divisa ciascuna in 5 parti.
Nella prima parte “Burnt Norton” Il poeta commenta la possibile relazione tra presente, passato e futuro, affermando che questa divisione probabilmente è solo un’illusione e che tutto il tempo potrebbe essere un eterno presente

 

Il giardino sembra rappresentare una trasposizione dell’Eden e simboleggia una casa statica che è l’immagine di ciò “che potrebbe essere” che se apparentemente rappresenta un’occasione perduta, in realtà esso è il luogo dove può essere trovata nuovamente; così il giardino è un luogo simbolico dove ogni possibilità può essere scelta


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Aldous Huxley (1894 – 1963)

Huxley fu uno dei più versatili scrittori del ventesimo secolo: infatti pubblicò novelle, libri di viaggio, brevi storie, biografie, saggi. Egli focalizzò la sua attenzione sull’aspetto negativo della moderna civiltà e il suo razionalismo corrotto; inoltre egli fu influenzato dall’effetto alienante della guerra mondiale.
Huxley in “Brave New World” ritrae un mondo snaturato senza madri e padri, dove molte persone sono prodotte nei laboratori, un luogo pieno di cloni umani senza volto.
Questa è una tipica novella anti-utopica; l’autore descrive una società futuristica che ha un effetto allarmante di disumanizzazione. Ciò accade attraverso l’assenza di spiritualità e della famiglia, l’ossessione per il piacere fisico e l’abuso della tecnologia. In questo mondo ogni persona viene fatta nascere in una provetta piuttosto che nell’utero materno e il governo controlla ogni stadio dello sviluppo, dall’embrione alla maturità. Ciascun nuovo umano è inserito in una determinata classe, la alpha, la beta e così via. Gli embrioni sono manipolati chimicamente per stimolarli o rallentarli nella loro crescita fisica e mentale. Attraverso la continua ripetizioni di frasi, mentre i bambini dormono, il governo può condizionare ciascuno ad accettare il suo ruolo nel mondo intorno a lui e a credere in quello che il governo ritiene essere il giusto comportamento

Quando i bambini crescono, uomini e donne vivono insieme ed è considerato immorale uscire con la stessa persona più di una volta. Il senso della comunità è dato attraverso alcuni rituali religiosi che sono una sorta di orge e anche attraverso l’uso di una droga innocua, il “Soma”, che aiuta le persone a sentirsi felici. Ciò crea una società piena di cloni completamente priva di personalità

In questa società perfetta non ci sono case, non c’è famiglia perché le persone vivono in gruppi; la società diventa essa stessa la casa, una casa dove non c’è libertà. Al contrario ci sono case, famiglie, nella riserva messicana, ma qui le persone vivono in modo primitivo e in maniera istintiva.

L’unico, John, che rappresenta la vera umanità e che è il legame tra questi due mondi, non trova posto per esprimere se stesso in nessuno dei due e alla fine decide di suicidarsi.







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George Orwell (1903 – 1950)

Orwell fu un prolifico recensore di libri, un critico, un giornalista politico e uno scrittore di opuscoli nella tradizione di autori come Swift e Defoe. I temi maggiormente presenti nelle sue opere sono la visione di una fratellanza fra gli esseri umani, la miseria, la povertà e la privazione. Egli insite sulla tolleranza, la giustizia e la decenza nelle relazioni umani contro la violazione della libertà, aiutando i suoi lettori a riconoscere la tirannia in ogni sua forma. Prima di morire scrisse “1984”, il suo romanzo più originale, pubblicato nel 1949. Quest’opera descrive un’Inghilterra del futuro, sotto un grande sistema totalitario che include il Nord America e l’Impero Inglese e che si estende sopra un terzo del globo. Il protagonista è Wiston Smith, e il paese in cui vive, chiamato Oceania, è governato da un sistema politico chiamato INGSOC ( Socialismo Inglese). I controllori sono chiamati “Il Partito”. Il Partito è diviso in due aree, il partito Interno e il partito Esterno: i “ricchi” e “il ceto medio”. C’è un terzo gruppo di persone chiamate “Prole” o il proletariato che sono i poveri; essi sono considerati alla stregua degli animali, dal partito. Il leader principale di questo governo è il “Grande Fratello”. Winston comincia a scrivere un diario. In qualunque altro periodo questo sarebbe stato normale, tuttavia ora e qui non lo è. Tutti gli eventi in questo periodo sono alterabili. Il partito controlla il passato, il presente e il futuro.
In questo romanzo la casa diventa il simbolo dell’oppressione del regime, infatti ci sono delle “telecamere” che spiano in ogni momento la vita delle persone.
La descrizione della casa è data attraverso le posizioni delle telecamere che guardano ogni cosa e che possono persino percepire i dialoghi tra le persone, all’infuori di un tavolino dove Winston può crearsi una sorta di rifugio, un luogo di intimità.

Questa situazione opprimente nella casa influenza tutti, anche i bambini che sembrano assorbire la situazione di violenza; per esempio quando Winston va dalla signora Parson per controllare il lavandino nella cucina, il piccolo Parson, inizia a gridare contro di lui e a minacciarlo con una pistola giocattolo nelle sue mani, dicendogli: “Sei un traditore”, “Sei una mente criminale! Ti sparerò, ti vaporizzerò, ti manderò nelle miniere di sale!”; Winston è colpito dalla violenza negli occhi del bambino ma soprattutto dalla giustificazione che la madre dà di tale comportamento e che consiste nel disappunto a causa del fatto che essi non possano assistere all’impiccagione di alcuni prigionieri euroasiatici.

La storia d’amore di Winston con Giulia non può essere vissuta in questo contesto, infatti i loro incontri avvengono in campagna o in una camera affittata fuori città. Questo è un piccolo luogo desolato ma è l’unico dove i due manti possono trovare un momento di intimità.