La casa vista da vari scrittori inglesi
CHARLES DICKENS
Dickens è un romanziere
della prima letteraria dell’epoca vittoriana; nelle
sue opere egli condanna l’intolleranza e la rigidità
dell’epoca vittoriana, tuttavia ne è persuaso
e nonostante condanni la società del suo tempo non
ha soluzioni pratiche per tali problemi, ma dopotutto il suo
compito è di destare l’attenzione comune riguardo
ai problemi del suo paese.
Nell’ultimo periodo della sua produzione possiamo notare
una forte critica contro la società; per esempio in
“Hard Times” egli mostra un quadro della società
industriale inglese e delle condizioni delle classi più
umili dei lavoratori.
Da questa descrizione possiamo vedere il parallelismo che
l’autore fa tra la casa e la società. Contemporaneamente
Dickens descrive l’ambientazione e il personaggio con
le stese caratteristiche.
In questo caso possiamo notare un’identificazione tra
stone-lodge e Mr. Gradgrind: la casa è squadrata, regolare
ed è il simbolo di un mondo in cui ogni tipo di immaginazione
è interdetta; attraverso questa descrizione egli vuole
condannare l’ipocrisia e il conformismo dei ceti medi.
Il simbolo della casa può essere riferito anche alla
città, Coketown: è una città contaminata,
dove tutti gli edifici, le strade, le chiese sono uguali;
da ciò noi possiamo percepire una delle tipiche conseguenze
dell’industrializzazione che consiste nella massificazione.
OSCAR WILDE
Wilde è un esponente
del movimento estetico nel quale la bellezza è considerata
il più grande valore e si basa sul contrasto con il
materialismo e l’utilitarismo vittoriano che riduce
tutto a un mero oggetto, le sole cose importanti sono le sensazioni
e l’artista scrive solamente per appagare se stesso
Una delle opere più importanti di Wilde è “Il
ritratto di Dorian Gray”, che è la storia di
un giovane esteta che vuole rimanere giovane e bello per sempre
proiettando la corruzione della propria anima su di un quadro
che l’artista, Basil Howard, aveva dipinto per lui.
In questa descrizione possiamo vedere che l’ambientazione
è descrittanon con realismo, ma filtrata attraverso
la sensazione dell’esteta. La casa non è rappresentata
realisticamente, ma è idealizzata in accordo con la
concezione del movimento e vista attraverso la percezione
sensoriale dell’autore. L’ambiguità del
protagonista è riflessa dal diverso tipo di ambientazione
e noi possiamo vedere ciò in due differenti immagini.
L’una della stanza profumata di dorian e l’altra
della locanda sporca.
Così possiamo notare che la casa cambia in accordo
col fatto che l’esteta provi a cercare di trovare la
bellezza in ogni tipo di situazione, dalla più elevata
alla peggiore.

Torna in alto
JAMES JOYCE
Joyce era un irlandese originario di una famiglia
cattolica molto grande, appartenente al ceto medio; contemporaneamente
la sua opposizioni alle convenzioni sociali e religiose era
cresciuta fino all’aperta ribellione. Egli alla fine
rifiutò il cattolicesimo ed abbracciò una filosofia
estetica. Egli crebbe sotto l’influenza di Ibsen. Nel
1914, “Gente di Dublino” fu pubblicato: esso è
una collezione di quindici brevi storie che trattano della
vita a Dublino, legata al loro tipico tema della decadenza
e della paralisidella vita della città e l’ambiente
per la prima volta diventa totalmente urbano invece che rurale.
Non ebbe un grande successo in termini commerciali, ma attrasse
l’interesse di critici intelligenti; la ragione di ciò
è legata al punto di vista sociologico: brevi storie
possono più facilmente diventare la voce dei gruppi
popolari sovversivi.
La vita e le opere di Joyce sono in un certo senso la stessa
cosa, a partiere dal suo totale sviluppo personale che corrisponde
ad un’evoluzione dei suoi lavori in quanto a stile e
forza.
Joyce pensava che l’artista dovesse essere invisibile
nelle sue opere, nel senso che egli non dovesse esprimere
il suo punto di vista. Egli invece avrebbe dovuto tentare
di esprimere i pensieri e le esperienze degli altri uomini.
Egli rivendicava la totale oggettività dell’artista
e la sua indipendenza da tutte le pressioni morali, religiose
e politiche. Oltre al rifiuto del nazionalismo irlandese,
rifiutò anche la vita irlandese. Contemporaneamente
egli ambientò tutte le sue novelle in Dublino, la capitale
della nazione nella quale era cresciuto e che aveva rifiutato,
poiché la vide come repressiva e dominata dalla chiesa.
Joyce sostenne la lotta per l’indipendenza irlandese
creando una coscienza nazionale creando un ritratto realistico
della sua vita da un punto di vista cosmopolita europeo Joyce
sostenne la lotta per l’indipendenza irlandese creando
una coscienza nazionale offrendo un ritratto realistico della
sua vita da un punto di vista cosmopolita europeo. Nelle sue
opere la casa come simbolo delle tradizioni e valori familiari
perde il suo significato; infatti, possiamo notare che i figli
non vivono mai con i loro genitori, ma generalmente con gli
zii o in collegio.
In “Eveline” la casa ha due differenti connotazioni.
Nella prima, negativa, infatti c’è la descrizione
di alcuni dettagli (l’odore del cretonne polveroso e
la fotografia ingiallita) che sono i simboli dell’oppressione
e del desiderio di partire.
Allo stesso tempo la casa rappresenta il luogo dove Eveline
trova rifugio e cibo e in tal modo essa assume una connotazione
positiva, legata alla paura di partire. Alla fine Eveline
decide di non andarsene con il suo fidanzato; qui la casa
non simboleggia gli affetti familiari, ma la paralisi e l’incapacità
della protagonista di migliorare la sua condizione.
In “Il Pensionato” (The Boarding House), la casa
sembra avere perso tutte le sue funzioni familiari, infatti,
esso sembra essere più un bordello che una regolare
casa; possiamo trovare questa prospettiva in molte espressioni
usate da Joyce: La padrona di casa è chiamata “la
signora”, sua figlia è definita “una piccola
madonna perversa” e la casa di Mrs. Mooney è
frequentata da “artisti” di sale da concerto e
da residenti, generalmente impiegati.
In questo passaggio possiamo notare che non
c’è una normale relazione tra madre e figlia,
al contrario notiamo che Mrs. Mooney interviene nella vita
di Polly solo per suo vantaggio personale.
Infine in “Il Morto”, c’è
la descrizione di una festa che assume diversi significati.
Qui la casa è un espediente per parlare dei temi della
paralisi e delle tradizioni irlandesi che sono messe in evidenza
attraverso la ripetizione delle stesse azioni e dalla presenza
dei soliti ospiti.
Torna in alto
David Herbert
Lawrence (1885-1930)
Lawrence visse all’epoca
della prima guerra mondiale e anche se non combatté,
questa esperienza lo scioccò e lo condusse alla considerazione
che le forze della civiltà moderna fossero puramente
distruttive. Lawrence è una forza rivoluzionaria nella
novella inglese a causa del suo punto di vista sulla vita
che egli considera come qualcosa di puramente organico, del
suo combattere contro il meccanicismo della civiltà
industriale, della sua analisi riguardo le relazioni fra i
sessi.
In “Figli e Amanti” la casa simboleggia il conflitto
tra l’uomo e la donna e tra le differenti classi sociali.
Possiamo notare questo aspetto nella descrizione di “The
Bottoms”, la casa dove i protagonisti , I Morels, vivono.
Questa casa ha un duplice aspetto: la facciata è bella
con un giardino e molti fiori, mentre la parte dove essi effettivamente
vivono, il retro, dove c’è la cucina è
rivolta verso la miniera. Questo contrasto riflette la condizione
sociale opposta tra la moglie e il marito; infatti Gertrude
Copper appartiene al ceto medio, mentre Walter Morel è
un giovane minatore. All’inizio Gertrude è attratta
da quest’uomo, ma dopo il matrimonio, la differenza
tra i due, diventa sempre più evidente ed essi discutono
continuamente.

Inoltre, la casa, condiziona il modo d’essere;
per esempio Clara, la ragazza di Paul Morel, è una
donna emancipata, ma la casa sembra esercitare su di lei un
influenza oppressiva.

Torna in alto
Thomas
Stearns Eliot (1888 – 1965)
Poeta inglese, americano di nascita, critico letterario, drammaturgo,
e vincitore del Premio Nobel per la letteratura; egli è
meglio conosciuto per il suo poema “The Waste Land”,
una delle opere letterarie più discusse dell’inizio
del 20th secolo. Eliot trovò ispirazione nella poesia
Simbolista francese, nei poeti Metafisici e in Dante e Bergson.
Questo suo lungo poema composto di cinque parti, “The
Waste Land”, è un lavoro erudito che esprime
vividamente la sua concezione della sterilità della
società moderna in contrasto con le società
del passato. Eliot crede che la moderna società manca
di un senso vitale della comunità. La “terra
desolata” di cui si parla nel poema è la moderna
cultura Europea che è giunta troppo lontano dalle sue
radici spirituali. Nel poema di Eliot, gli esseri umani sono
isolati e le relazioni tra i sessi sono sterili e senza senso.
A causa della varietà e della relativa oscurità
delle allusioni di Eliot, il lettore deve analizzare le note
del poema spesso per apprezzarlo ma la generale impressione
di desolazione, decadenza, sterilità emerge attraverso
la lettura completa del testo.
La prima parte “La sepoltura del morto”
(l’autore apre l’opera considerando il mese di
Aprile, solitamente simbolo della rigenerazione della natura
e parallelamente della spiritualità dell’uomo,
come il mese peggiore in una società sterile e senza
valori, in quanto tale rigenerazione risulta essere una forzatura
alla vita) può essere letta come una metafora delle
condizioni dell’uomo moderno, la cui vita è vuota,
alienata e simile alla morte; per esempio egli presenta l’immagine
contemporanea di Londra affollata di gente che si muove attraverso
le strade brancolando come se fosse morta. Londra è
il simbolo della società, e conseguentemente della
famiglia. Attraverso questa immagine possiamo notare il tema
della disumanizzazione.
Nella terza sezione, “
Il sermone di fuoco”, Tiresia narra una scena di seduzione
banale e senza amore di una dattilografa da parte del suo
“amante”. La scena è squallida e senza
passione; l’atto sessuale è senza senso per entrambi
i partecipanti. Qui la casa non simboleggia l’amore
sentimentale, ma solo un luogo dove le persone hanno un rapporto
sessuale senza passioni. La descrizione prende in considerazione
solamente alcuni dettagli (per esempio il sofà) per
mettere in evidenza che non c’è “casa”,
solo uno sterile rifugio.

Dopo la conversione all’anglicanesimo
scrisse “I quarto quartetti”, una sequenza di
quattro composizioni divisa ciascuna in 5 parti.
Nella prima parte “Burnt Norton” Il poeta commenta
la possibile relazione tra presente, passato e futuro, affermando
che questa divisione probabilmente è solo un’illusione
e che tutto il tempo potrebbe essere un eterno presente
Il giardino sembra rappresentare una trasposizione
dell’Eden e simboleggia una casa statica che è
l’immagine di ciò “che potrebbe essere”
che se apparentemente rappresenta un’occasione perduta,
in realtà esso è il luogo dove può essere
trovata nuovamente; così il giardino è un luogo
simbolico dove ogni possibilità può essere scelta
Torna in alto
Aldous Huxley (1894
– 1963)
Huxley fu uno dei più versatili scrittori
del ventesimo secolo: infatti pubblicò novelle, libri
di viaggio, brevi storie, biografie, saggi. Egli focalizzò
la sua attenzione sull’aspetto negativo della moderna
civiltà e il suo razionalismo corrotto; inoltre egli
fu influenzato dall’effetto alienante della guerra mondiale.
Huxley in “Brave New World” ritrae un mondo snaturato
senza madri e padri, dove molte persone sono prodotte nei
laboratori, un luogo pieno di cloni umani senza volto.
Questa è una tipica novella anti-utopica; l’autore
descrive una società futuristica che ha un effetto
allarmante di disumanizzazione. Ciò accade attraverso
l’assenza di spiritualità e della famiglia, l’ossessione
per il piacere fisico e l’abuso della tecnologia. In
questo mondo ogni persona viene fatta nascere in una provetta
piuttosto che nell’utero materno e il governo controlla
ogni stadio dello sviluppo, dall’embrione alla maturità.
Ciascun nuovo umano è inserito in una determinata classe,
la alpha, la beta e così via. Gli embrioni sono manipolati
chimicamente per stimolarli o rallentarli nella loro crescita
fisica e mentale. Attraverso la continua ripetizioni di frasi,
mentre i bambini dormono, il governo può condizionare
ciascuno ad accettare il suo ruolo nel mondo intorno a lui
e a credere in quello che il governo ritiene essere il giusto
comportamento
Quando i bambini crescono, uomini e donne vivono
insieme ed è considerato immorale uscire con la stessa
persona più di una volta. Il senso della comunità
è dato attraverso alcuni rituali religiosi che sono
una sorta di orge e anche attraverso l’uso di una droga
innocua, il “Soma”, che aiuta le persone a sentirsi
felici. Ciò crea una società piena di cloni
completamente priva di personalità
In questa società perfetta non ci sono
case, non c’è famiglia perché le persone
vivono in gruppi; la società diventa essa stessa la
casa, una casa dove non c’è libertà. Al
contrario ci sono case, famiglie, nella riserva messicana,
ma qui le persone vivono in modo primitivo e in maniera istintiva.
L’unico, John, che
rappresenta la vera umanità e che è il legame
tra questi due mondi, non trova posto per esprimere se stesso
in nessuno dei due e alla fine decide di suicidarsi.


Torna in alto
George Orwell (1903
– 1950)
Orwell fu un prolifico recensore di libri,
un critico, un giornalista politico e uno scrittore di opuscoli
nella tradizione di autori come Swift e Defoe. I temi maggiormente
presenti nelle sue opere sono la visione di una fratellanza
fra gli esseri umani, la miseria, la povertà e la privazione.
Egli insite sulla tolleranza, la giustizia e la decenza nelle
relazioni umani contro la violazione della libertà,
aiutando i suoi lettori a riconoscere la tirannia in ogni
sua forma. Prima di morire scrisse “1984”, il
suo romanzo più originale, pubblicato nel 1949. Quest’opera
descrive un’Inghilterra del futuro, sotto un grande
sistema totalitario che include il Nord America e l’Impero
Inglese e che si estende sopra un terzo del globo. Il protagonista
è Wiston Smith, e il paese in cui vive, chiamato Oceania,
è governato da un sistema politico chiamato INGSOC
( Socialismo Inglese). I controllori sono chiamati “Il
Partito”. Il Partito è diviso in due aree, il
partito Interno e il partito Esterno: i “ricchi”
e “il ceto medio”. C’è un terzo gruppo
di persone chiamate “Prole” o il proletariato
che sono i poveri; essi sono considerati alla stregua degli
animali, dal partito. Il leader principale di questo governo
è il “Grande Fratello”. Winston comincia
a scrivere un diario. In qualunque altro periodo questo sarebbe
stato normale, tuttavia ora e qui non lo è. Tutti gli
eventi in questo periodo sono alterabili. Il partito controlla
il passato, il presente e il futuro.
In questo romanzo la casa diventa il simbolo dell’oppressione
del regime, infatti ci sono delle “telecamere”
che spiano in ogni momento la vita delle persone.
La descrizione della casa è data attraverso le posizioni
delle telecamere che guardano ogni cosa e che possono persino
percepire i dialoghi tra le persone, all’infuori di
un tavolino dove Winston può crearsi una sorta di rifugio,
un luogo di intimità.
Questa situazione opprimente nella casa influenza
tutti, anche i bambini che sembrano assorbire la situazione
di violenza; per esempio quando Winston va dalla signora Parson
per controllare il lavandino nella cucina, il piccolo Parson,
inizia a gridare contro di lui e a minacciarlo con una pistola
giocattolo nelle sue mani, dicendogli: “Sei un traditore”,
“Sei una mente criminale! Ti sparerò, ti vaporizzerò,
ti manderò nelle miniere di sale!”; Winston è
colpito dalla violenza negli occhi del bambino ma soprattutto
dalla giustificazione che la madre dà di tale comportamento
e che consiste nel disappunto a causa del fatto che essi non
possano assistere all’impiccagione di alcuni prigionieri
euroasiatici.
La storia d’amore di Winston con Giulia
non può essere vissuta in questo contesto, infatti
i loro incontri avvengono in campagna o in una camera affittata
fuori città. Questo è un piccolo luogo desolato
ma è l’unico dove i due manti possono trovare
un momento di intimità.
|