L'UNIVERSO:
CASA DELL'UOMO OSSERVAZIONE DEL CIELO NEL CORSO DEI SECOLI
Nel corso dei secoli la visione che l'uomo
ha dell'universo, di pari passo all'evolversi
di mentalità e tecnologie, è andata allargandosi:
se un tempo comprendeva tutto ciò
che era possibile vedere a occhio nudo, oggi si spinge fino
ai lontani confini
dell'universo. Gli antichi osservavano il cielo spinti dalla
necessità di misurare il
trascorrere del tempo, di orientarsi e per motivi di carattere
religioso.
Osservando la volta celeste essi vedevano: il sole, la luna,
le stelle fisse e alcuni
pianeti.
IL SOLE era visto come una grande palla luminosa ed incandescente
che solcava il
cielo portando luce e calore. Spesso associata alla divinità
donatrice della vita, era il
sole a scandire il giorno e la notte, e con appositi osservatori
era possibile dedurre
dalla sua posizione nel cielo il giorno e il mese corrente.
LA LUNA l'oggetto più luminoso del cielo notturno accendeva
molte discussioni sulla
sua natura: secondo alcuni era un mondo composto da mateia
simile alla terra, in cui
era possibile che ci fosse la vita; secondo la teoria aristotelica
invece era il confine tra
il mondo sublunare, la terra e i pianeti interni, e quello
superlunare, le stelle fisse e i
pianeti esterni.
I PIANETI grazie all'attenta osservazione del cielo gli antichi
astronomi furono
capaci di distinguere nel cielo nottuirno, punti luminosi
che si muovevano più
velocemente delle stelle fisse, e sempre su di uno stesso
piano. Questi punti luminosi
vennero identificati come pianeti, orbitanti intorno alla
terra - secondo la teoria
geocentrica di Aristotele - su di un piano detto eclittica;
erano allora osservabili: i
pianeti interni, cioè Mercurio, Venere e Marte, e tra
quelli esterni, per la loro elevata
luminosità, Giove e Saturno.
L'inadeguatezza della strumentazione, i semplici occhi umani,
non resero possibile
l'identificazione dei satelliti di alcuni di questi pianeti,
ne tantomeno le loro
caratteristiche.
LE STELLE come al giorno d'oggi, anche allora apparivano come
punti luminosi
incredibilmente lontani e con differente intensità.
Secondo gli antichi queste stelle erano "appese"
ad una sfera cristallina, le stesse dei
pianeti che rappresentava il confine dell'universo.
Il modello che rimanse in eredità alla cultura europea
fu quello aristotelico, il quale si
basava soprattutto su tre capisaldi ossia che i cieli sono
immutabili, che le stelle sono
fisse e sono state e sempre saranno cosi e infine che i corpi
celesti si muovono di
moto circolare uniforme; questo modello infatti dominò
l'astronomia per quasi
millecinquecento anni, seppur con qualche modifica apportata
a Tolomeo nel III sec.
d. C. che nella sua opera 1'Almagesto fornisce un modello
dettagliato dell'universo,
secondo una visione geocentrica, e inoltre egli fu il primo
a fornire una spiegazione
del moto retrogrado attraverso la teoria degli epicicli.
Fu necessaria la rivoluzione scientifica per cambiare il modo
di ossrevare lo spazio
che ci circonda, Se forono Copernico, Keplero, Tycho, Galilei
e Newion a cambiare
l'atteggiamento verso l'universo, le nuove tecnologie hanno
permesso nuove
affascinanti scoperte. Da allora la strumentazione ha fatto
passi da gigante
permettendo agli studiosi di trovare risposte e nuovi quesiti
riguardo l'origine,
i'evoluzione e il funzionamento dell'universo; nuove branche
dell'astronomia sono
state aperte - cosmologia, radioastronomia, astrofisica, spettroscopia...-
e la visione
del cielo è molto differente da quella che avevano
gli antichi. Inolter riguardo le
distanze proposte dagli astronomi ci accorgiamo che l'universo
proposto dagli antichi
era incredibilmente piccolo se confiontato con le conoscenze
attuali, la casa
dell'uomo è in continua espansione.
IL SOLE E LE STELLE il sole è stato riconosciuto ai
centro del sistema solare, ma
non è altro che una stella come tante altre, di media
grandezza attorno la quale
drbitano dei pianeti. Le stelle più in generale sono
state identificate come delle
centrali nucleari che trasformano la loro massa in energia,
secondo la legge della
relatività di Einstein, attraverso le reazioni di fusione
nucleare. Queste reazioni hanno
inizio quando, nel nucleo della stella si raggiungono elevatissime
temperature e
pressioni, in seguito alla contrazione duvuta alla forza di
gravità di una nube di
polveri e gas; le radiazioni emesse sono di ogni tipo.
E' possibile classificare le stelle non solo secondo la loro
luminosità - Tolomeo le
aveva inserite in scale di magnitudine - ma anche secondo
la loro composizione
chimica e fisica; con I'ausilio dello spettroscopio e dei
radiotelescopi possiamo
distinguere: stelle di sequenza principale, giganti e supergiganti
rosse, nane bianche,
nane brune, nane nere, stelle di neutroni, stelle variabili,
pulsar, quasar e buchi neri.
GALASSIE questo termine è del tutto nuovo per l'atronomia
antica: le stelle in realtà
non sono diffkse uniformemente in tutto l'universo, ma sono
concentrate in alcune
zone, le galassie quindi sono ammassi di stelle, attorno alle
quali possono orbitare
altri pianeti in sistemi simili a quello solare.
LA LUNA è l'unico suolo extraterreste su cui l'uomo
abbia messo piede; l'attenta
òsservazione e i rilevamenti fatti sul campo hanno
permesso di affermare che la
materia lunare è la stessa presente sulla Terra e che
non c'è nessun tipo di vita sul
nostro satellite. Lo studio del moto e dei cicli lunari hanno
permesso di capire
fenomeni come le maree.
I PIANETI con i potenti mezzi di osservazione e l'invio di
sonde e satelliti artificiali
hanno permesso di individuare nuovi pianeti, Urano, Netimo
e Plutone e altri
satelliti, e di studiarne le caratteristiche chimiche.
Tra le nuove più importanti scienze nate nel secolo
scorso possiamo riconoscere:
LA SPETTROSCOPIA ha spessissimo aiutato gli astronomi a definire
il tipo di
Oggetto da loro osservato. Nel XIX sec. gli scienziati Kirchoff
e Bunsen costruirono il
primo spettroscopio: questo era in grado di scomporre la luce
proprio come un
prisma; lo studio della radiazione luminosa ha così
permesso di capire che essa non è
la sola esistente, esistono anche infatti emissioni non visibili
all'occhio umano.
Inoltre lo spettro ad esempio di una stella risulta utile
non solo per capire che tipo di
tadiazioni emetta ma anche da quali elementi sia composta.
LA COSMOLOGIA è nata nel novecento con lo scopo di
studiare la nascita e
l'evolversi dell'universo; grande impulso a questa scienza
è stato dato da Hubble. E'
stata avanzata una teoria che ha raccolto molti consensi e
sembra essere stata
avvalorata da scoperte nel campo della radioastronomia, il
Big Bang: tutta la materia
sarebbe stata concentrata in un unico punto infinitamente
caldo e denso dalla cui
esplosione avrebbe avuto origine un universo in espansione.
LA RADIOASTRONOMA nasce ne1 1953 quando Jansky, lavorando
per la Bel1
eiephone, si accorge delle emissioni radio del centro del1
mostra galassia. Da allora
molti sono stati gli studiosi a fare uso dei radio telescopi.
Questa scienza ha dato una
spinta alla teoria del Big Bang scoprendo la radiazione cosmica
di fondo, una sorta di
ec6 alla grande esplosione che ha dato origine all'universo;
inoltre è con la
radioastronomia che sono stati individuati i quasar, gli oggetti
più lontani, a circa 10-
15 miliardi di anni-luce, e antichi di cui si abbia mai avuto
notizia.
Una citazione si merita l'ASTRONAUTICA: grazie ad essa l'uomo
ha potuto calcare
il suolo lunare ma non solo, moltissimi sono stati i satelliti
lanciati nello spazio da
quando il 4 ottobre lo Sputnik ha lasciato il suolo terrestre.
Sonde e satelliti hanno
viaggiato per migliaia, alcuni milioni di chilometri mandando
foto e dati sul sole, la
luna e i pianeti; molti sono stati, a partire dal russo Gagarin,
anche gli uomini a
viaggiare nello spazio.
Tutti questi passi avanti ci hanno permesso così di
conoscere meglio quella che è la
nostra casa più grande: l'universo.
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